Osservatorio sulla Cassazione - Giugno 2023

La Redazione
18 Luglio 2023

Torna l'appuntamento mensile con l'Osservatorio, una selezione di alcune pronunce di legittimità depositate nel mese di Giugno.

Cessione d'azienda: l'acquirente non risponde dei debiti sorti prima del trasferimento

Cass. civ., sez. III, 8 giugno 2023, n. 16311

A norma dell'art. 105 l. fall. è “esclusa” la responsabilità dell'acquirente per i debiti relativi all'esercizio delle aziende cedute sorti prima del trasferimento “salva diversa convenzione” e, inoltre, il curatore può comunque procedere alla cessione delle attività e passività dell'azienda o dei suoi rami “esclusa” in tale evenienza la responsabilità dell'alienante

La prescrizione del credito si interrompe con l'insinuazione allo stato passivo

Cass. civ., sez. trib., 9 giugno 2023, n. 16415

La domanda di insinuazione allo stato passivo del fallimento produce l'effetto dell'interruzione della prescrizione del credito, con effetti permanenti dalla proposizione della domanda fino alla chiusura della procedura concorsuale, i quali effetti possono essere fatti valere anche nei confronti del debitore tornato in bonis, con decorrenza di un nuovo periodo prescrizionale dalla chiusura della medesima procedura.

Revocatoria fallimentare: nessuna mutatio libelli se sin dalla citazione si facevano comunque salvi i maggiori importi risultanti dalla CTU

Cass. civ., sez. I, 15 giugno 2023, n. 17220

In tema di domanda giudiziale, non incorre nel divieto di mutatio libelli la curatela che, dopo aver indicato in modo esemplificativo alcune specifiche rimesse di cui abbia chiesto la revoca, invochi, nello stesso atto introduttivo del giudizio, sia pure con formula tralaticia o d'uso, la declaratoria di inefficacia delle ulteriori accertabili attraverso complessi accertamenti tecnici, restando, infatti, comunque invariati la causa petendi ed il petitum della domanda.

Concordato: ai fini della continuità aziendale diretta è sufficiente che l'azienda sia “in esercizio” al momento della proposta

Cass. civ., sez. I, 15 giugno 2023, n. 17092

Anche in tema di concordato con continuità aziendale cd. diretta, il requisito della continuità aziendale, richiesto dall'art. 186-bis l.fall. per l'ammissione delle proposta alla relativa procedura concorsuale di soluzione della crisi di impresa, richiede che l'azienda, in relazione alla quale si propone ai creditori la “prosecuzione” dell'attività per ricavarne reddittività, sia comunque “in esercizio”, al momento della proposta di concordato, non rilevando invece come cause ostative all'ammissione della proposta al predetto concordato la modificazione di una parte dell'attività produttiva ovvero la diminuzione del numero dei dipendenti.

La restituzione dei versamenti operati dai soci a titolo di mutuo è punibile quale bancarotta preferenziale

Cass. pen., sez. V, 16 giugno 2023, n. 26240

Solo il prelievo di somme di denaro a titolo di restituzione dei versamenti operati dai soci in conto capitale costituisce effettivamente una distrazione ed integra, pertanto, la fattispecie della bancarotta fraudolenta patrimoniale, non rappresentando tali versamenti un credito esigibile nel corso della vita della società, mentre la restituzione di quelli operati dai soci a titolo di mutuo è punibile a titolo di bancarotta preferenziale, a prescindere dalla qualifica rivestita dal destinatario delle restituzioni all'interno della società.

Socio-amministratore che finanzia la società: l'auto-rimborso integra il delitto di bancarotta fraudolenta patrimoniale

Cass. pen., sez. V, 16 giugno 2023, n. 26268

Integra il delitto di bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione e non quello di bancarotta preferenziale, la condotta dell'amministratore di una società che proceda al rimborso di finanziamenti da lui erogati in qualità di socio in violazione della regola della postergazione di cui all'art. 2467 c.c.

Insinuazione e ammissione del credito derivante da prestazione di garanzia pubblica

Cass. civ., sez. I, 26 giugno 2023, n. 18148

Nell'ipotesi di finanziamento chirografario assistito da fideiussione prestata da società controllata dallo Stato e concesso ad un'impresa successivamente fallita, è ammissibile (con riserva) al passivo fallimentare il credito del garante condizionato all'escussione della garanzia – non ancora avvenuta al tempo della verifica dello stato passivo – nonché, a escussione avvenuta, una ulteriore istanza di ammissione al passivo definitiva.

La domanda di definizione agevolata dei carichi non comporta il rinvio del procedimento prefallimentare

Cass. civ., sez. I, 27 giugno 2023, n. 18310

In tema di procedimento prefallimentare, posto che l'ex liquidatore di società cancellata dal registro delle imprese dopo l'entrata in vigore del d.lgs. n. 175/2014 è legittimato, entro il quinquennio dalla richiesta di cancellazione, a presentare domanda per accedere alla definizione agevolata dei carichi affidati all'agente per la riscossione, non è configurabile alcun diritto del debitore a ottenere un rinvio della trattazione del procedimento per provvedervi, di modo che il tribunale legittimamente ne dichiara il fallimento, qualora ne sussistano i presupposti, su istanza dell'agente della riscossione rimasto insoddisfatto alla data della decisione.

Fallimento del datore di lavoro

Cass. civ., sez. lav., sent., 28 giugno 2023, n. 18477

La Suprema Corte di Cassazione ha espresso alcuni importanti principi di diritto sulla corretta distinzione tra contribuzione, in parte a carico datoriale e in parte del lavoratore, e conferimento del TFR, esclusivo oggetto dell'insinuazione allo stato passivo del fallimento del datore di lavoro.

Procedure concorsuali: l'approvazione dello stato passivo ha efficacia di giudicato?

Cass. civ., sez. I, 30 giugno 2023, n. 18591

Il creditore concorsuale può denunciare la violazione in sede di riparto del giudicato endofallimentare che si assume essersi formato con l'approvazione dello stato passivo. La natura stessa del giudicato, propria del decreto di approvazione dello stato passivo, ne comporta l'assimilabilità agli elementi normativi della fattispecie ed esclude la possibilità di ricorrere ai criteri ermeneutici dettati per le manifestazioni di volontà negoziale, trovando applicazione i principi dettati dall'art. 12 e ss. disp. prel. c.c.