Istanza di accesso a titoli edilizi
07 Febbraio 2025
Il ricorrente, in primo grado, presentava al comune un'istanza di accesso “documentale” e “per informazioni ambientali” nella sua qualità di proprietario di unità abitativa confinante (vicinitas) con un complesso alberghiero sul presupposto che detta struttura, a seguito di innumerevoli interventi di trasformazione urbanistico-edilizia, avesse arrecato diminuzione di valore della sua proprietà a cagione del degrado urbanistico ed ambientale determinato dall'attività recettizia. A fronte dell'infruttuoso decorso del termine di 30 giorni indicato dall'art. 25 della legge n. 241/1990, il ricorrente adiva il T.a.r. per la declaratoria di illegittimità del silenzio diniego, conclusosi con accoglimento del ricorso. Conseguentemente, il proprietario della struttura ricettizia appellava la sentenza che aveva ritenuto ammissibile l'istanza di accesso ai titoli edilizi abilitativi. Tanto premesso, il collegio, dopo aver dichiarato l'appello improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse delle parti (per aver il Comune rilasciato l'intera documentazione di cui all'istanza di accesso), ha ritenuto comunque l'appello infondato, in quanto chi esegue le opere edilizie non può opporre un diritto di riservatezza. Invero, il combinato disposto degli articoli 20 e 27 del d.P.R. n. 380 del 2001 permette di delineare un obbligo di pubblicazione dei titoli edilizi - funzionale a consentire a qualsiasi soggetto interessato di visionare gli atti del procedimento, in ragione di quel controllo “diffuso” sull'attività edilizia che il legislatore ha inteso garantire - e un dovere di controllo sull'attività edilizia, anche su sollecitazione del privato cittadino, per cui non è opponibile un diritto di riservatezza per i titoli edilizi, qualunque esso sia (permesso di costruire, Scia o Cila) trattandosi solo di una diversa modalità dell'esercizio del diritto dominicale all'utilizzo edificatorio del fondo. Pertanto, al proprietario del fondo vicino a quello interessato da nuove opere spetta il diritto di accesso a tutti gli atti abilitativi edilizi quando si faccia valere l'interesse ad accertare il rispetto delle previsioni urbanistiche, trattandosi di posizione qualificata e differenziata, e non meramente emulativa o preordinata ad un controllo generalizzato dell'azione amministrativa. Infatti, sotto il profilo della legittimazione, la vicinitas configura la sussistenza di un interesse diretto, concreto ed attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata (nesso strumentale) ai documenti dei quali è stato chiesto l'accesso. |