Reato continuato. Le Sezioni unite dicono no all'aumento di pena per i reati satellite da parte del giudice dell'esecuzione

Redazione Scientifica
13 Febbraio 2017

Le Sezioni unite penali con sentenza n. 6296, depositata il 10 febbraio 2017, hanno risolto la questione controversa, loro rimessa con ordinanza n. 34205/2016, Se, ai fini della quantificazione della pena in materia di reato continuato, una volta individuato il reato più grave in applicazione del disposto di cui all'art. 186 disp. att. c.p.p., il giudice dell'esecuzione possa quantificare l'aumento di pena relativo ai singoli reati-satellite ...

Le Sezioni unite penali con sentenza n. 6296, depositata il 10 febbraio 2017, hanno risolto la questione controversa, loro rimessa con ordinanza n. 34205/2016, Se, ai fini della quantificazione della pena in materia di reato continuato, una volta individuato il reato più grave in applicazione del disposto di cui all'art. 186 disp. att. c.p.p., il giudice dell'esecuzione possa quantificare l'aumento di pena relativo ai singoli reati-satellite, già uniti in continuazione dal giudice di cognizione, in misura superiore a quella originariamente indicata, quando il risultato finale della operazione si mantenga nei limiti fissati dal comma 2 dell'art. 671 c.p.p., affermando il seguente principio di diritto: il giudice dell'esecuzione, in sede di applicazione della disciplina del reato continuato, non può quantificare gli aumenti di pena per i reati-satellite in misura superiore a quelli fissati dal giudice della cognizione con la sentenza irrevocabile di condanna.

Si veda BORRELLI, Continuazione in fase esecutiva e poteri del giudice di rideterminare in peius la pena irrogata per i reati-satellite