Alcune iniziative UE in materia di finanza sostenibile

13 Dicembre 2023

L’Esma ha pubblicato tre note esplicative sul quadro normativo UE per la finanza sostenibile. Scade, invece, il 15 dicembre, la Consultazione avviata dall’UE sul SFRD, il Regolamento sull’informativa di finanza sostenibile.

L’European Securities and Markets Authority (Esma), l’autorità di regolamentazione e vigilanza dei mercati finanziari dell’Unione europea, ha pubblicato in data 22 novembre tre note esplicative su taluni concetti chiave del quadro normativo Ue in materia di finanza sostenibile.

Le note, che intendono fornire informazioni concrete per aiutare nella comprensione del quadro normativo sulla finanza sostenibile, riguardano:

a) ESMA30-379-2279 - Concepts of sustainable investments and environmentally sustainable activities in the EU Sustainable Finance framework;

b) ESMA30-379-2281 - ‘Do No Significant Harm’ definitions and criteria across the EU Sustainable Finance framework;

c) ESMA30-1668416927-2548 - Concept of estimates across the EU Sustainable Finance framework.

Tali note non sostituiscono o modificano i testi normativi in vigore, né forniscono orientamenti sull'applicazione delle relative disposizioni.

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È in scadenza il prossimo 15 dicembre il Targeted Consultation Document “Implementation of the Sustainable Finance Disclosures Regulation (SFDR)”, pubblicato dal Dipartimento UE Financial Stability, Financial Services and Capital Markets Union, il 14 settembre 2023, e relativo al Regolamento UE 2019/2088 sull’informativa di sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (SFDR).

In scadenza anche un’ulteriore consultazione - Privacy Statement “Targeted consultation activities (including surveys, interviews and focus groups)”, che ha l’obiettivo di raccogliere i contributi in materia di finanza sostenibile.

I principali temi oggetto della consultazione sono:

  1. implementazione degli obblighi informativi previsti dal Regolamento e le difficoltà emerse nella prima applicazione, tenuto conto di altre normative Ue in materia di finanza sostenibile;
  2. modifiche agli obblighi informativi previsti dal Regolamento;
  3. potenziale creazione di una classificazione dei prodotti finanziari interessati dalla normativa.

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