Crisi d'impresa
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Liquidazione controllata: “ultronee e improprie” le indicazioni del ricorrente sulle modalità di svolgimento della procedura

La Redazione
07 Marzo 2025

Il Tribunale di Roma, in adesione ad un orientamento pacifico tra le corti di merito, chiarisce che le modalità di svolgimento della procedura di liquidazione controllata devono essere valutate dagli organi della procedura nel corso del suo svolgimento e non possono essere predeterminate per volontà del debitore o per anticipata valutazione dell’OCC prima della sua apertura.

Ritiene il Tribunale che le indicazioni e previsioni contenute nel ricorso e nella relazione dell'OCC, in ordine alle modalità con le quali si svolgerà la procedura di liquidazione e la conseguente soddisfazione dei creditori, siano da considerarsi «ultronee e improprie», atteso che elementi qualificanti la struttura dell'istituto della liquidazione controllata promossa dal debitore sono:

  • la messa a disposizione del liquidatore del complessivo suo patrimonio, in esso inclusi i crediti futuri e le azioni da porre in essere ai sensi dell'art. 274 c.c.i.i.;
  • lo svolgimento da parte del liquidatore delle attività di cui agli artt. 272 e ss. c.c.i.i.;
  • l'accertamento del passivo e della natura prededucibile, privilegiata o chirografaria dei crediti con le modalità indicate nell'art. 273 c.c.i.i.

Tali elementi, come anticipato, «devono essere valutati dagli organi della procedura nel corso del suo svolgimento e non possono essere predeterminati per volontà del debitore o per anticipata valutazione dell'OCC prima della sua apertura».

In forza del principio “utile per inutile non vitiatur”, tuttavia, deve ritenersi che tali valutazioni e indicazioni non inficino la validità degli atti cui accedono, tenuto conto della concomitanza, nel caso di specie, di ulteriori risultanze che permettono di procedere alle verifiche necessarie per lo scrutinio giudiziale.

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