Aumento di capitale mediante compensazione: il limite della postergazione

La Redazione
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14 Febbraio 2017

L'obbligo del socio di conferire in danaro il valore delle azioni sottoscritte in occasione di un aumento di capitale è un debito pecuniario, che può essere estinto per compensazione con un credito pecuniario, liquido, certo, ed esigibile, vantato dal medesimo socio nei confronti della società.

L'obbligo del socio di conferire in danaro il valore delle azioni sottoscritte in occasione di un aumento di capitale è un debito pecuniario, che può essere estinto per compensazione con un credito pecuniario, liquido, certo, ed esigibile, vantato dal medesimo socio nei confronti della società.

Tale compensazione non richiede il consenso della società, ma l'assemblea, nel disporre l'operazione sul capitale, può statuire l'esclusione della compensabilità tra credito da restituzione e debito da aumento di capitale.

Il principio generale della compensabilità tra credito del socio, avente ad oggetto la restituzione di un precedente finanziamento, e il debito avente ad oggetto l'ammontare dell'aumento di capitale, trova il proprio limite nell'ipotesi in cui i finanziamenti del socio siano soggetti alla postergazione, ex art. 2467 c.c.: infatti l'inesigibilità del credito derivante da postergazione legale impedisce l'operatività della compensazione.