Modifiche al criterio di ripartizione delle spese condominiali: necessaria l'unanimità
12 Febbraio 2018
Rimozione di due canne fumarie in eternit. Un condomino si oppone alla delibera assembleare che aveva disposto l'eliminazione di due canne fumarie in eternit poste a servizio dell'appartamento di sua proprietà, addebitando a quest'ultimo la relativa spesa. Il tribunale di Terni annulla la delibera condominiale, mentre la Corte d'appello di Perugia accoglie il gravame del Condominio rigettando l'impugnazione del condomino, ritenendo rilevante la circostanza (non contestata) che le canne fumarie siano a totale servizio dell'appartamento di proprietà del condomino con esclusione dell'applicazione dei criteri di riparto ex art. 1123 c.c. Avverso tale sentenza ricorre per cassazione il condomino.
Modificare il riparto delle spese. La S.C. ritiene fondate le doglianze del ricorrente in primo luogo perché all'assemblea condominiale non è consentito accertare fattispecie di responsabilità a carico di un singolo condomino (vertendosi, in tal caso, al di fuori delle attribuzioni legali assegnate dal codice a tale consesso); in secondo luogo la Corte chiarisce che è affetta da nullità la delibera condominiale che modifichi, senza il consenso di tutti i condomini i criteri legali ex art. 1123 c.c. (o quelli “contrattuali”) di riparto delle spese per prestazioni di servizi nell'interesse comune, poiché eventuali deroghe incidenti sui diritti individuali del singolo condomino conseguono solo da una convenzione alla quale lo stesso aderisca. Tali principi sono strettamente correlati alla natura stessa del Condominio, che assegna al potere deliberativo dell'assemblea le decisioni che non incidono sulle regole di riparto, salvo l'unanimità e, che non consente al Condominio stesso di avvalersi degli strumenti di autotutela speciali, previsti dalla legge al solo scopo di consentire il recupero dei contributi condominiali (determinati in base alle tabelle regolarmente approvate). |