Legittimazione processuale della società incorporata a seguito di fusione: il punto delle SS.UU.

Redazione scientifica
03 Agosto 2021

Le Sezioni Unite, a risoluzione di contrasto interpretativo, hanno affermato che la fusione per incorporazione estingue la società incorporata, che non può iniziare un giudizio in persona del suo ex amministratore, ferma restando la facoltà per la società incorporante di spiegare intervento volontario in corso di causa, ai sensi e per gli effetti dell'art. 105 c.p.c.

In una causa promossa da una società per l'accertamento della simulazione di due contratti di compravendita, il Tribunale accoglieva la domanda con pronuncia confermata dalla Corte d'appello. La corte territoriale, per quanto d'interesse, riteneva che non fosse né inesistente, né nullo, l'atto introduttivo del giudizio di primo grado proposto dalla società, sebbene la stessa fosse stata cancellata dal registro delle imprese a seguito della fusione per incorporazione in altra società.

A seguito di ricorso per cassazione proposto dai soccombenti, la causa è stata assegnata alle Sezioni Unite, essendosi riscontrato un contrasto di giurisprudenza con riguardo alla legittimazione processuale della società incorporata cancellata dal registro delle imprese.

Le Sezioni Unite, a risoluzione del contrasto interpretativo, hanno affermato il seguente principio di diritto: la fusione per incorporazione estingue la società incorporata, che non può iniziare un giudizio in persona del suo ex amministratore, ferma restando la facoltà per la società incorporante di spiegare intervento volontario in corso di causa, ai sensi e per gli effetti dell'art. 105 c.p.c.