La sentenza in esame preliminarmente si sofferma sulla questione dell'ammissibilità del ricorso straordinario per Cassazione ex art. 111 Cost.proposto avverso i provvedimenti emessi in sede di reclamo ex art. 739 c.c. nei confronti del decreto reso dal tribunale per i minorenni ex art. 336 c.c., disposizione applicabile per espresso richiamo dell'art. 317-bis c.c. alle fattispecie relative agli ascendenti.
In materia la giurisprudenza, superando un precedente contrario orientamento giurisprudenziale, afferma la ricorribilità per violazione di legge dei provvedimenti de potestate. Si sostiene in particolare che i provvedimenti che incidono sul diritto degli ascendenti ad instaurare ed a mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni, ai sensi dell'art. 317-bis c.c., al pari di quelli ablativi della responsabilità genitoriale emessi dal giudice minorile ai sensi degli artt. 330 e 336 c.c., hanno attitudine al giudicato rebus sic stantibus, in quanto non revocabili o modificabili salva la sopravvenienza di fatti nuovi, definendo procedimenti che dirimono comunque conflitti tra posizioni soggettive diverse e nei quali il minore è "parte" (Cass. 82/2022; Cass. 1746/2016). Su questa stessa linea si pone il provvedimento in esame secondo il quale il decreto della Corte di appello che, in sede di reclamo, conferma, revoca o modifica i predetti provvedimenti è impugnabile con ricorso per Cassazione ex art. 111, comma 7, Cost.
Passando al merito della vicenda la Corte, con la sentenza in esame, afferma a chiare lettere il diritto dei nonni a costruire una relazione con la nipote; rigetta pertanto il ricorso della madre che vi si opponeva.
La Cassazione in particolare richiama i suoi precedenti in materia sottolineando come la legge preveda, all'art. 317-bis c.c., un diritto degli ascendenti a mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni, rapporti che, secondo l'interpretazione data dalla Corte EDU, rientrano nella tutela di cui all'articolo 8 della Convenzione europea sui diritti umani, relativo al diritto al rispetto della vita privata e familiare (CEDU 14 gennaio 2021, T. c. Italia, Ric. 21052/18, in IUS FAMIGLIE - IUS.giuffrefl.it, Condanna all'Italia per il mancato rispetto del rapporto nonni – nipoti, Galluzzo S.A.R.). Tale diritto peraltro, precisa la Cassazione, non ha un carattere incondizionato ma è subordinato a una valutazione del giudice avente di mira "l'esclusivo interesse del minore".
La sussistenza di tale interesse, sottolineano i giudici nella specie, nel caso in cui i genitori dei minori contestino il diritto dei nonni a mantenere tali rapporti è configurabile quando il coinvolgimento degli ascendenti si sostanzi in una fruttuosa cooperazione con madre e padre per l'adempimento dei loro obblighi educativi, in modo tale da contribuire alla realizzazione di un progetto educativo e formativo volto ad assicurare un sano ed equilibrato sviluppo della personalità del minore.
Nello stesso senso si era già espressa la giurisprudenza, che aveva altresì precisato che il diritto dei nonni a costruire e mantenere rapporti significativi con i nipoti, è un diritto soggettivo autonomo, ma è recessivo nei confronti del superiore interesse del minore, che deve essere considerato preminente in ogni atto relativo allo stesso, come stabilito dall'art. 24 della Carta di Nizza (Cass. 9144/2020).
Si tratta pertanto si afferma, di un diritto pieno esclusivamente nei confronti dei terzi, mentre costituisce una posizione soggettiva recessiva di fronte al preminente interesse dei minori che è, in ogni caso, destinato a prevalere, laddove la frequentazione con i nonni non si esplichi in funzione di una loro crescita serena ed equilibrata, ma si traduca, al contrario, in una ragione di turbamento e di disequilibrio affettivo (Cass. 19779/2018; Cass.15238/2018).
E' necessario pertanto, nella specie, verificare la sussistenza di un interesse della bambina a frequentare questi nonni, che come specificato dalla madre, non incontrava da molto tempo.
In questo contesto la sentenza in esame sottolinea come il giudice di merito abbia valutato la ripresa degli incontri tra la piccola e i nonni idonea a sortire il favorevole esito di "implementare ulteriori risorse familiari a vantaggio della minore” e abbia adeguatamente motivato tale decisione. La madre inoltre, si sottolinea, si opponeva agli incontri in una prospettiva esclusivamente di contrasto nei confronti del suo ex compagno, senza porsi nella corretta ottica dell'interesse della bambina a coltivare la relazione con i propri ascendenti.
Alla luce di tali considerazioni, si precisa, diviene irrilevante valutare se l'interruzione dei rapporti fra i nonni e la nipote fosse dovuta alla condotta ostativa della donna o all'inerzia dei nonni stessi. E' altresì irrilevante in relazione alla questione in oggetto, aggiunge la Cassazione, il comportamento del padre e il fatto che fosse in corso un procedimento volto alla decadenza della responsabilità genitoriale nei suoi confronti.
In conclusione, pertanto la Corte conferma il provvedimento dei giudici d'Appello consentendo quindi ai nonni la possibilità di coltivare una relazione con la nipote.