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Settore ad alto rischio: “intelligent video” ammesso dal Garante della Privacy

La Redazione
28 Aprile 2016

Il Garante della Privacy ha autorizzato l'implementazione di un sistema “intelligent video” e l'allungamento dei tempi di conservazione delle immagini fino a 45 giorni ad un'azienda operante nel settore elettronico e informatico che ha ampliato il proprio ambito di attività anche al comparto “secure”.

Il Garante della Privacy ha autorizzato l'implementazione di un sistema “intelligent video” e l'allungamento dei tempi di conservazione delle immagini fino a 45 giorni ad un'azienda operante nel settore elettronico e informatico che ha ampliato il proprio ambito di attività anche al comparto “secure”.

In particolare, il progetto di revisione prevede:

  • telecamere termiche, poste lungo il perimetro, non essendo in grado di effettuare alcuna identificazione, avrebbero la funzione di attivare l'allarme a seguito dell'individuazione di forme in movimento all'interno dell'area identificata come "no access zone",
  • allungamento dei tempi di conservazione delle immagini fino a 45 giorni per permettere la ricostruzione di eventuali episodi anomali segnalati,
  • un ulteriore software "intelligent video" da collocare in prossimità di tutte le zone ad alto rischio ed in grado di assolvere sia una funzione di protezione Safety (cioè nei confronti del personale), sia Security (cioè nei confronti del patrimonio).

Considerato che la richiesta è determinata in particolar modo dall'esigenza di uniformarsi ai parametri di sicurezza che trovano origine nel mercato di riferimento e negli stringenti criteri dettati dallo standard ISO/15408 e che lo stabilimento viene ritenuto a rischio di incidente elevato, il Garante per la Privacy accoglie l'istanza.

Infatti l'implementazione di un sistema “intelligent video” avrebbe non solo un'importante funzione di tutela della salute ed incolumità dei lavoratori, ma anche di salvaguardia delle attività economiche effettuate al suo interno; i 45 giorni di conservazione delle immagini, inoltre, permetterebbero all'azienda di ricostruire quanto eventualmente accaduto nel sito produttivo in ragione del fatto che il tempo complessivo intercorrente dal momento in cui il prodotto esce dallo stabilimento a quello in cui è disponibile al cliente sul mercato non è inferiore a 5 settimane.

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