Tributario

Decreto Rilancio: le misure a sostegno Start-up e PMI innovative

Giancarlo Marzo
11 Settembre 2020

Incassata la fiducia del Senato, la Legge 17 luglio 2020, n. 77, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 180 del 18 luglio 2020, ha convertito con modificazioni il decreto legge 19 maggio, n. 34, anche noto come decreto rilancio. Tra le disposizioni ritoccate in sede di conversione figura anche l'art. 38, rubricato “Rafforzamento dell'ecosistema delle Start-up innovative”, con cui il Governo, al fine di stimolare la ripresa imprenditoriale e rilanciare l'economia del Paese ha, da un lato, incentivato fiscalmente gli investimenti in Start-up e PMI innovative e, dall'altro, incrementato gli stanziamenti destinati a favorirne la crescita. Con l'obiettivo di colmare il divario esistente tra l'Italia e altri paesi UE nel venture capital rivolto a tali categorie di imprese.
Premessa

Incassata la fiducia del Senato, la Legge 17 luglio 2020, n. 77, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 180 del 18 luglio 2020, ha convertito con modificazioni il decreto legge 19 maggio, n. 34, anche noto come decreto rilancio. Tra le disposizioni ritoccate in sede di conversione figura anche l'art. 38, rubricato “Rafforzamento dell'ecosistema delle Start-up innovative”, con cui il Governo, al fine di stimolare la ripresa imprenditoriale e rilanciare l'economia del Paese ha, da un lato, incentivato fiscalmente gli investimenti in Start-up e PMI innovative e, dall'altro, incrementato gli stanziamenti destinati a favorirne la crescita. Con l'obiettivo di colmare il divario esistente tra l'Italia e altri paesi UE nel venture capital rivolto a tali categorie di imprese.

Detrazione fiscale per investimenti in Startup e PMI innovative

L'art. 38 del decreto rilancio, per favorire la capitalizzazione delle Start-up e delle PMI innovative, aveva riconosciuto agli investitori privati una detrazione pari al 50% della somma investita, fino ad un tetto di spesa pari ad euro 100.000. La legge di conversione, con riferimento esclusivo agli investimenti in PMI innovative, ha innalzato ad euro 300.000 il suddetto limite.

Se per le Start-up, dunque, l'importo agevolabile non può eccedere, per ciascun periodo d'imposta, l'importo di 100.000 euro, per le PMI innovative può arrivare a 300.000 euro.

In entrambi i casi l'investimento -effettuabile non solo direttamente da investitori privati ma anche o per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio - deve essere mantenuto per almeno tre anni.

L'eventuale dismissione - anche parziale – prima del decorso del suddetto termine, determinerà l'immediata decadenza dal beneficio e l'obbligo di restituzione dell'intero importo detratto, maggiorato degli intessi legali.

La misura si inserisce nel quadro degli incentivi fiscali delineato dall'art. 29 del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179. L'art. 29 cit., infatti, focalizzandosi su un taglio di investimenti più elevato, prevede già una detrazione del 30% per le persone fisiche che investono fino a 1 milione di euro e una deduzione del 30% per le persone giuridiche che investono fino a 1,8 milioni di euro. Il decreto, tuttavia, non contempla alcuna misura di raccordo in ordine all'eventuale cumulabilità tra le agevolazioni laddove l'investimento ecceda i 100.000 o i 300.000 euro.

Liquidità a Start-up e PMI

Al fine di iniettare liquidità nelle realtà imprenditoriali in esame, inoltre, si prevede un incremento di 100 milioni di euro del Fondo destinato a sostenere gli incentivi pubblici previsti dal programma “Smart&Start Italia”, introdotto con il D.M. 24 settembre 2014 e un ulteriore stanziamento di 200 milioni di euro, destinato al Fondo di garanzia di cui all'art. 2, comma 100, lett. a), delle legge 23 dicembre 1996, n. 662. Ancora. Il decreto contempla un sostegno nella fase “primordiale” delle Start-up, stanziando 10 milioni di euro per contributi a fondo perduto finalizzati all'acquisizione di servizi di accelerazione e incubazione prestati da incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels e soggetti pubblici o privati operanti nel settore del venture capital (c.d. Misura Smart Money).

La concreta attuazione di tali previsioni è rimessa alla prossima emanazione di un decreto del Ministero dello Sviluppo Economico.

Proroga dell'iscrizione delle Start-up nella sezione speciale del Registro delle Imprese

Al fine di limitare gli effetti economici della pandemia sui piani economici delle Start-up innovative e garantire l'accesso agli incentivi pubblici, il decreto proroga di un anno il termine, attualmente fissato a 5 anni, di iscrizione delle Start-up innovative nella sezione speciale del Registro delle Imprese. Come chiarito dal Ministero dello Sviluppo Economico, con la Circolare n. 3724/C del 19 giugno 2020, la proroga ha effetto per le sole imprese ivi iscritte alla data del 19 maggio 2020 e non dà diritto alla fruizione delle agevolazioni fiscali e contributive previste dalla legislazione vigente. In sostanza, le Start-up potranno usufruire dei generali benefici fiscali e tributari fino al sessantesimo mese dalla loro costituzione, decorso il quale saranno obbligate al pagamento degli stessi. Tuttavia, continueranno ad essere iscritte per altri 12 mesi nella sezione speciale, usufruendo, per questo ulteriore tempo, degli incentivi pubblici.

Ricerca e sviluppo

Un'ulteriore agevolazione riguarda le imprese che stipulano contratti di ricerca extra muros con Start-up innovative. Il decreto, equiparando le Start-up ai centri di ricerca e università, estende alle imprese commissionarie il credito di imposta per le attività di ricerca e sviluppo innovative previsto dal D.L. n. 179/2012. Il credito d'imposta, a seguito delle modifiche apportate dall'art. 1 commi 198-207 Legge n. 160/2019 (Legge di bilancio 2020), è pari al 12%. Le spese in esame, dunque, concorreranno a formare la base di calcolo del credito d'imposta per un importo pari al 150% del loro ammontare.

In conclusione

Le misure introdotte confermano, ancora una volta, la volontà del Legislatore di favorire e tutelare le Start-up e le PMI innovative, in quanto realtà imprenditoriali strategiche non solo per lo sviluppo economico e tecnologico del panorama imprenditoriale ma, altresì, per la crescita economica del Paese. Prosegue, così, il disegno strutturale che, dall'entrata in vigore del decreto legge n. 179/2012 fino all'elaborazione del Piano Nazionale Impresa 4.0, mira ad agevolare la crescita sostenibile, lo sviluppo tecnologico creando le condizioni sistemiche favorevoli alle imprese capaci di introdurre beni, servizi e modalità produttive innovative.

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