Riconosciuta l’aggravante dell’incidente stradale anche quando avviene in un parcheggio condominiale
17 Marzo 2025
Con la sentenza in commento, la Cassazione ha dichiarato inammissibile l'eccezione difensiva volta a contestare, in particolare, l’erroneo riconoscimento dell'aggravante di aver provocato un incidente stradale poiché avvenuto in area privata, in ragione della mancanza di forme effettive di materiale delimitazione degli accessi. Per il Collegio, contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, la circostanza che l’incidente si sia verificato in un’area condominiale non esclude la possibilità di applicare l’aggravante al caso di specie poiché sito destinato al transito di veicoli motorizzati che, in quanto tale, non può considerarsi esente dal rispetto della disciplina del codice della strada. I giudici, infatti, rammentano che le norme in esso contenute sono «poste a tutela della sicurezza e della salute delle persone nella circolazione stradale per cui devono, in ogni caso, trovare applicazione nella regolamentazione della circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali sulle strade, fra cui non possono che rientrare anche quelle poste a servizio di edifici condominiali e destinate alla pubblica circolazione». Nel dettaglio, il ricorrente, il cui stato di ebbrezza veniva accertato attraverso etilometro dagli agenti di Polizia stradale, ha perso il controllo del veicolo, il quale imboccava un vialetto pedonale all'interno di un parcheggio, entrando in collisione con altre automobili in sosta, un lampione e le pareti esterne del complesso edilizio. Secondo i verbalizzanti, inoltre, il luogo in cui si è svolto il sinistro era liberamente accessibile e aperto al pubblico. Ciò posto, è legittima la sussistenza dell’aggravante dell’aver provocato un incidente stradale, nel caso pacificamente determinato dallo stato di ebbrezza, a nulla rilevando la mancanza di barriere di delimitazione e considerata l’accessibilità del luogo alla pubblica circolazione dove trova applicazione il vigente codice della strada. (fonte: dirittoegiustizia.it) |