Demansionamento: l'accertamento dell'illegittimità non implica ex se il risarcimento del danno in difetto di un'espressa domanda
28 Dicembre 2021
Viene meno, in seguito alle dimissioni, l'interesse ad agire del lavoratore il quale, in sede di ricorso, abbia chiesto la reintegrazione nelle mansioni svolte prima del demansionamento ma non anche il risarcimento del danno? La domanda risarcitoria può ritenersi implicita?
Qualora il ricorrente chieda l'accertamento dell'inadempimento datoriale degli obblighi derivanti dall' art. 2103 c.c.
L'interesse ad agire deve sussistere al momento della decisione, id est deve necessariamente avere carattere attuale, poiché solo in tal caso trascende il piano di una mera prospettazione soggettiva assurgendo a giuridica ed oggettiva consistenza.
Ne consegue che non possono ritenersi ammissibili azioni autonome di mero accertamento di fatti che, pur giuridicamente rilevanti, costituiscano mere frazioni della fattispecie costitutiva di un diritto.
Una volta cessato il rapporto per le dimissioni del lavoratore-ricorrente che abbia chiesto solo l'accertamento dell'inadempimento datoriale, viene meno l'interesse ad agire ove non sia stato richiesta, con domanda collegata ed espressa, il risarcimento dei danni ex art. 1218 c.c.
Il mero accertamento dell'inadempimento datoriale, infatti, non comporta automaticamente una pretesa risarcitoria, costituendo solo una frazione della situazione giuridica, insuscettibile di integrare gli estremi di una domanda autonoma.
La richiesta di risarcimento del danno, pertanto, non può ritenersi implicita a quella “ripristinatoria”. Cfr.: Cass. n. 30584/2021 n. 2057/2019 .
In senso conforme Cass., sez. lav., 24 gennaio 2019, n. 2057
(Fonte: Il Giuslavorista) |